“Un mare di gusto Palamita & Friends” – Blog tour San Vincenzo

L’ultimo blog tour organizzato da AIFB- Associazione Italiana Food Blogger, prevedeva come itinerario la scoperta del piccolo borgo di San Vincenzo ( LI ) e la bellissima manifestazione di “Un mare di gusto” , manifestazione svoltasi dal 23 Aprile al 1 Maggio 2016. 

Come vi accennavo nel mio precedente articolo , il piccolo borgo di San Vincenzo fu abitato fin da età antichissima, probabilmente per la sua posizione molto fortunata , dove le Colline Metallifere arrivano sin quasi sul mare formando una strettoia che mette in comunicazione la pianura del fiume Cecina con quella del fiume Cornia. Inizialmente il paese era conosciuto come “Torre San Vincenzo”, derivato proprio dalla torre costiera recentemente acquistata dal Comune, ristrutturata e adibita ad uso pubblico. La torre aveva in passato la funzione di “vedetta” al fine di difendere spiaggia e centri abitati dell’interno dagli attacchi dei pirati. Ecco che agli Etruschi, non sfuggì l’importanza strategica della zona creandone agevoli approdi con la possibilità di risalire verso l’interno. Anche i Romani, conquistata la zona, fecero passare da San Vincenzo la via Aurelia e con molta probabilità ne fecero un villaggio e un approdo.

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Oggi San Vincenzo è divenuta un bellissimo borgo turistico, dal 2006 è stata insignita dalla “Bandiera Blu” : importante riconoscimento simbolo in tutta Europa di mare e spiagge pulite. Inoltre dal 2004 San Vincenzo ha incrementato il numero dei controlli delle acque del mare, intensificato la pulizia delle spiagge, istituito una spiaggia per i cani nonché promosso un progetto di sicurezza in mare con il coinvolgimento di stabilimenti balneari e albergatori. Il suo litorale di sabbia chiara e finissima si estende  per dodici km ed è orlato dalla fitta macchia mediterranea che raggiunge direttamente la spiaggia. Sul finire del molo si erge la “statua del marinaio”, che volge il suo sguardo all’orizzonte a mò di vedetta.

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San Vincenzo e il mare evocano una tradizione gastronomica legata al pesce e alla cucina mediterranea, tipica di questa zona la Palamita, il cui nome scientifico è Sarda Sarda. Essa fa parte della famiglia delle “Sgombridi”, si muove in branchi composti da numerosi esemplari, molto simile al tonno, ha il corpo allungato e una colorazione blu scuro con una lunga pinna dorsale. Il peso può raggiungere anche i 10 kg e solitamente si avvicina alla costa seguendo le alici. Il pesce azzurro a San Vincenzo è un elemento naturale, fa parte della storia di una comunità che sulla pesca ha fondato la propria vita. Così è nata la celebrazione della Palamita, un evento, che a maggio vede coinvolti  produttori agricoli che fanno riferimento alle tre D.O.C della provincia di Livorno ( Bolgheri, Montescudaio, Val di Cornia), i produttori di olio extravergine di oliva, pescatori e ristoranti naturalmente.

Ecco il motivo per il quale noi soci AIFB, siamo stati invitati a San Vincenzo , vedere e capire in anteprima l’importanza della manifestazione “Un mare di gusto Palamita & Friends”.

Arriviamo e subito siamo accolte dalla carissima Cristina Galliti che ci accompagna presso il nostro Hotel, “Residenza Santa Cecilia”.

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Un’ accogliente residenza con all’interno appartamenti curati nel minimo dettaglio : perfetti per passare una vacanza con la famiglia! La colazione a buffet, servita in un gazebo antistante la residenza, si affaccia direttamente sul mare. Inoltre, proprio per dare il massimo ai suoi ospiti,  vi è una piscina interna riscaldata perfetta per tutto l’anno.

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Sistemati i nostri bagagli ci accingiamo a far visita alla “Torre” e poi accompagnati alla presentazione della “Friggera” di San Vincenzo, a cura di Rodolfo Tagliaferri e il giornalista Maurizio dell’ Agnello.

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In passato , le famiglie che si dedicarono alla pesca furono davvero molte, e un grande merito va di certo al Conte Gaddo della Gherardesca, uomo fortemente legato al territorio col quale condivise e visse da vicino tante vicende produttive e sociali. Di “prodotto” , ossia di pesce, ve ne era in abbondanza, le maestranze non mancavano, apportando una consolidata esperienza acquisita sul “campo” in tanti anni di lavoro. Sul finire degli anni ’20 , proprio il Conte Gaddo aveva destinato, nelle vicinanze di Villa Emilia, uno stabile di recente costruzione a “ricovero” per le maestranze che operavano stabilmente nelle barche del luogo, dandogli la denominazione di “Casa del Pescatore”. Iniziativa che dimostrava un particolare occhio di riguardo del Conte nei confronti dell’attività della pesca come risorsa del territorio. Ebbe il senso dell’ “industria”, dato oggi per scontato, mentre per i tempi era un’idea innovativa dando origine proprio a “la Friggera” : una fabbrica che inscatolava le sardine sotto’olio con la denominazione di “Dante’s”. Indubbiamente “La Friggera”, rendeva più efficace un processo che , a causa dell’abbondanza del pesce pescato e dell’impossibilità di venderlo e conservarlo nell’immediato, portava a restituire al mare ciò che , con tanta difficoltà e fatica  ne era stato prelevato. L’idea di trasformare il pescato rappresentava una razionalizzazione ed un opportunità in più , aprendo nuove prospettive di prodotto e di mercato. Essa fu dapprima realizzata intorno alla metà degli anni ’20 a Donoratico, per poi essere trasferita a San Vincenzo, giungendo ad impiegare fino a 60 donne fino agli anni ’50. La fine della fabbrica si ha intorno alla seconda guerra mondiale, quando durante il passaggio dei tedeschi in ritirata, la smontarono letteralmente perché ritenuta  di importanza strategica per il possibile sostegno che avrebbe potuto dare alle popolazioni locali e alle truppe di liberazione.

La giornata del nostro arrivo si conclude con la cena al ristorante La Perla del Mare,

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e per le specialità preparate appositamente per noi dallo chef Deborah Corsi, vi invito a leggere il mio precedente articolo dove ci sono riportati piatti e modalità di preparazione apprese durante la lezione di cucina ( clicca qui ).

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Mi soffermo solo su un interessante particolare . Durante la nostra lezione di cucina è “arrivato” un fantastico tonno appena pescato, pronto per essere cucinato al meglio dalla brigata in cucina . Bellissimo trovarsi un esemplare del genere davanti a noi, e la carissima Deborah non ha esitato un attimo a sfilettarlo e cucinarlo al meglio solo per deliziare i suoi ospiti. Un grazie ancora a Deborah Corsi , che ci ha concesso di entrare nella sua cucina e permetterci di vedere da vicino quelli che sono i “i suoi trucchi” che fanno del ristorante “la Perla del Mare” un ristorante di altissimo livello.

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Altra eccellenza che merita di essere menzionata è l’ Azienda Agricola SS. Annunziata . 

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L’Agriturismo SS. Annunziata è incastonato tra le colline toscane a solo 1 km dal mare e dal centro di San Vincenzo, caratteristica cittadina della Costa degli Etruschi. Suoni, colori e profumi della campagna si mischiano con quelli del mare e creano un connubio suggestivo. La sua posizione lo rende naturalmente una terrazza sulle isole dell’Arcipelago Toscano. Durante la nostra breve visita abbiamo avuto il piacere di conoscere la titolare, la sig,ra Beatrice Massaza, una donna che segue e cura personalmente ogni minimo dettaglio dell’azienda che vuole essere un’azienda votata al sociale.

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Tale vocazione si delinea in vari ambiti e progetti, alcuni già realizzati , come il giardino per non vedenti, il quale prevede un percorso tattile – olfattivo con piante particolarmente riconoscibili, ma anche da colori molto forti che possono essere osservati anche dagli ipovedenti. Altro progetto molto interessante sono gli olivi comunali : l’azienda, tramite appalto pubblico, si è aggiudicata la possibilità di curare i malandati olivi comunali , abbandonati e in stato di degrado. L’obiettivo principale era quello di ricavarne un olio “comunale” e rivenderlo. Nell’ultimo anno, proprio rivendendo questo olio, il comune ha avuto la possibilità di acquistare un altalena per disabili per un parco pubblico.

Tra le produzioni dell’azienda si ha naturalmente l’olio extravergine di oliva, frutta, miele oltre a prodotti di bellezza a base di olio e completamente naturali.

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L’azienda ha attualmente un indirizzo produttivo misto, caratterizzato da coltivazioni di olivo, produzione di olio di oliva extravergine biologico a denominazione IGT con marchio Agriqualità della Regione Toscana e BIOLOGICO con ECOGRUPPOITALIA. L’azienda dispone attualmente di 2500 piante di olivo distese su una superficie di circa 13 ettari. Inoltre, produce attraverso l’impianto fotovoltaico ubicato sul tetto del frantoio aziendale l’energia necessaria a soddisfare le esigenze delle macchine del frantoio e si fa un uso limitato di acque pubbliche perché il frantoio non necessita nella fase di separazione di ulteriori aggiunte di acqua per il processo estrattivo. Sempre in un ottica di risparmio delle risorse energetiche, l’azienda è dotata di un pozzo eolico per l’approvigionamento dell’acqua necessaria alle colture (orto e frutteto familiare).

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La giornata si conclude con la visita al Podere L’Agave e la cena presso il Podere San Michele , di cui vi ho già parlato nel mio articolo precedente, che vi invito a leggere cliccando qui.

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Presso il Podere L’Agave abbiamo avuto modo di vedere la famosa “cinta senese” , maiali di colore scuro dalla “cinta” color rosa chiaro, da cui deriva il nome di questa razza di maiali tipica della Toscana. Gli animali dell’agave vivono liberi nei campi e nei boschi. I maiali di cinta senese sono i primi arrivati, negli anni si sono aggiunti le galline livornesi, le faraone, i conigli, le papere e gli asinelli .

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Non potevamo lasciare questo bellissimo lembo di terra, senza far visita al Parco Archeologico di Baratti e Populoni.  Un vero e proprio viaggio tra le rovine etrusche e romane, immerse in folta vegetazione. Il parco racchiude un patrimonio archeologico di straordinaria importanza : sulla sommità di Poggio del Telegrafo, fu fondata Populonia, l’unica città etrusca sul mare. La città, nota fin dall’antichità per l’intensa attività metallurgica legata al ferro, era articolata in una parte bassa, con il porto, i quartieri industriali e la necropoli , e una parte alta, l’acropoli , cinta da possenti mura. Presso Baratti è la necropoli con le grandi tombe a tumulo dei prìncipi etruschi,  ben visibili ancora oggi.

parcoarcheologico

Ringrazio ancora la carissima Cristina Galliti per la perfetta organizzazione del tour, nonché l’AIFB – Associazione Italiana Food Blogger, e tutta l’amministrazione comunale di San Vincenzo che hanno reso possibile tutto ciò. Vi invito inoltre a leggere i seguenti articoli dei miei “compagni di viaggio” :

 

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3 Commenti
  • cristina galliti

    6 Maggio 2016 at 15:21 Rispondi

    grazie Tamara! bel resoconto di un piacevolissimo tour in vostra compagnia. A presto

    • Tamara

      7 Maggio 2016 at 18:44 Rispondi

      Grazie a te cara! 🙂

  • […] racconta la lezione di cucina con la chef Deborah Corsi e il Podere San Michele, e fa una panoramica del blogtour dal primo all’ultimo giorno Juri e Daniela ci parlano degli Etruschi in tre puntate: la prima è dedicata al Parco archeologico […]

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