SARTU’ ALLA CURCUMA CON PORRI E SCAMORZA

Anche questo mese per MTChallenge, una ricetta per me del tutto nuova! La nostra Marina Bogdanovic del blog “Madamoiselle Marina”, vincitrice della sfida n.64 con la sua strabiliante terrina, ha confezionato ad arte la sfida n.65 di questo mese : Il Sartu’!

Come per tutte le sfide che vengono proposte da MTChallenge, inizialmente leggo in modo sommario e veloce la ricetta, giusto per farmi un’idea, per capire se la sfida proposta è “nelle mie corde” oppure se lontana anni luce dalla mia idea di “cucina”!

Ecco, come per la terrina dello scorso mese, anche qui sono stata colta da un senso di inadeguatezza : il sartù non fa decisamente parte del nostro patrimonio gastronomico, nelle Marche l’unico “timballo” conosciuto in tutte le famiglie è la classica lasagna, chiamata appunto “timballo” o i famosi “vincisgrassi” maceratesi, molto simili tra loro seppur sostanzialmente differenti.

Scopro con piacere che il sartù è di origine napoletana. Quando nel 700, durante il dominio dei Borboni delle Due Sicilie, cuochi francesi che lavoravano presso molte famiglie aristocratiche napoletane, consapevoli del fatto che i napoletani avessero una vera e propria avversione per il riso, considerato da tutti un cibo poco gustoso, decisero di renderlo appetibile aggiungendo sugo di pomodoro, melanzane fritte, piselli e polpettine : il successo fu garantito, tanto di diventare uno dei piatti tipici della cucina partenopea.

Il nome francese di questo piatto, “sar-tout”, fu ben presto fu riadattato in “sartù”.

Ecco, dopo aver scoperto l’origine di questo piatto, e dopo aver letto e riletto il post di Marina, mi sono decisa a provare….

Vi dico solo che mentre lo preparavo il “piccolo” di casa, che tanto piccolo non è più, mi osservava attentamente perché aveva già capito che qualcosa di buono stava per essere preparato. Bene, “il piccolo” ha fatto merenda con il sartù.

E ho detto tutto.

Con questa ricetta partecipo alla gara n.65 MTChallenge

SARTU’ ALLA CURCUMA CON PORRI E SCAMORZA

INGREDIENTI PER 4/6 PERSONE :

Per il riso :

  • 700 g di riso Arborio o Carnaroli,
  • 7 uova,
  • 120 g di formaggio pecorino grattugiato,
  • 100 g di burro,
  • sale grosso,
  • 1 cucchiaio di Curcuma in polvere,
  • burro e pan grattato per ungere lo stampo ( potete usare uno stampo apposito per il sartù, oppure uno stampo a ciambella o a “cupola”).

Per il ripieno :

  • 1 porro tagliato sottile,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • olio extravergine di oliva,
  • mezzo bicchiere di vino bianco fermo,
  • 200 g di scamorza a fettine sottili.

Per le polpettine :

  • 300 g di carne macinata di bovino,
  • 1 tuorlo,
  • olio extravergine di oliva,
  • 1 fetta di pane raffermo o 2 fette di pan carré,
  • latte q.b.,
  • 100 g di parmigiano reggiano grattugiato,
  • noce moscata,
  • un mazzettino di prezzemolo tritato,
  • sale e pepe q.b,
  • pan grattato.

Per la besciamella alla curcuma :

  • 20 g di burro salato,
  • 20 g di maizena,
  • un cucchiaio di Curcuma in polvere,
  • i gambi di un mazzettino di prezzemolo tritati,
  • sale e pepe q.b.

PROCEDIMENTO : Cominciate dal preparare le polpettine che dovranno essere grandi come una nocciola. Mescolate la carne trita con il tuorlo d’uovo, il parmigiano, il pane intriso nel latte e ben strizzato, sale, pepe, noce moscata e il prezzemolo tritato.

Amalgamate bene gli ingredienti e formate le polpettine. Passatele nel pan grattato. Scaldate un filo d’olio d’oliva, aggiungete le polpettine e fatele cuocere dolcemente. Spegnete il fuoco e tenete da parte.

Tagliate via la parte più esterna del porro, affettatelo a fettine sottili. Scaldate un filo d’olio d’oliva, unite uno spicchio d’aglio schiacciato e aggiungete il porro tagliato. Salate, mescolate e sfumate a fuoco vivace con del vino bianco. Coprite con un coperchio e ultimate la cottura. Spegnete il fuoco e tenete da parte.

Mettete a scaldare abbondante acqua per la cottura del riso. Aggiungete il burro e appena giunge a bollore unite una manciata di sale grosso, la curcuma in polvere e il riso. Mescolate spesso e cuocete fino ai 3/4 del tempo totale indicato per la cottura, poiché continuerà a cuocere poi in forno una volta composto il sartù.

Scolate quindi il riso molto al dente e versatelo in una capiente ciotola. Lasciate raffreddare e unite man mano le uova e il pecorino, amalgamando bene il tutto.

Tagliate la scamorza a fettine sottili e tenete da parte.

Ora scaldate il forno a 180° C e nel frattempo procedete a comporre il sartù.

Imburrate lo stampo ( io non sono riuscita a trovare quello per il sartù ed ho usato uno stampo a cupola, di quelli che si usano per il Parrozzo o per lo Zuccotto).

Aggiungete poi del pan grattato su tutta la superficie dello stampo e procedete dapprima a ricoprite tutte le pareti con una parte di riso, aggiungete uno strato di scamorza, uno strato di porri e infine le polpettine, ricoprite con i porri e infine con la scamorza.

Chiudete il sartù con la restante parte di riso in modo da inglobare il ripieno al suo interno.

Cuocete in forno per circa 45 minuti.

Sfornate e fate raffreddare almeno 20/30 minuti prima di sformare con delicatezza su un piatto di portata.

Prima di portare a tavola preparate la besciamella alla curcuma da accompagnamento.

Scaldate il burro in una casseruola, unite la maizena e la curcuma tutto d’un colpo, mescolate velocemente lontano dal fuoco con un cucchiaio di legno e unite il latte, un pizzico di sale e i gambi del prezzemolo tritati,   rimettete sul fuoco sempre mescolando fino ad addensare la besciamella.

Servite il sartù a fette con la besciamella alla curcuma.

 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Ti potrebbe interessare anche...

4 Commenti
  • Marina Bogdanovic

    21 aprile 2017 at 15:05 Rispondi

    Forse a questo punto uno stampo alto a ciambella con il buco andava meglio ovvero, si avvicinava di più alla forma del,sartu’. Ma come abbiamo detto, importante era cimentarsi in una ricetta sconosciuta e il fatto che i bambini hanno apprezzato è la cosa essenziale ! Grazie

    • Tamara

      23 aprile 2017 at 22:14 Rispondi

      Grazie a te Marina!

  • Gaia

    26 aprile 2017 at 23:02 Rispondi

    Pazienza per quell’asterisco per la sfida, l’importante è aver scoperto questo nuovo piatto,no?
    baci!

  • lisa fregosi

    27 aprile 2017 at 10:02 Rispondi

    La prossima volta stampo giusto, perchè merita davvero!!!
    Complimenti

Inserisci un commento