ALLA SCOPERTA DEL MACERATESE – Blog tour AIFB
Non è di certo un segreto che sono marchigiana , e più precisamente della provincia di Ascoli Piceno. E quando le mie amiche e colleghe Mariangela del blog “ A little place to Rest” e Giada del blog “Il pentolino di Rame” hanno organizzato con l’ AIFB – Associazione Italia Food Blogger un bellissimo blog tour nelle Marche, non potevo di certo mancare!
I tre giorni di tour alla scoperta della provincia di Macerata, sono stati curati nei minimi particolari, le ragazze sono state delle bravissime “padrone di casa”, curando ogni aspetto dell’intero tour. Abbiamo avuto l’opportunità di conoscere realtà importantissime, aziende che con amore portano avanti la tradizione delle eccellenze machigiane! Nonostante il tour fosse davvero interessante, ho potuto partecipare solo nella seconda giornata, ma l’ho fatto davvero con molto piacere, sia per ritrovare gran parte dei partecipanti, amici e amiche blogger di tutta Italia, sia perché nonostante fossi anch’io marchigiana non conoscevo ancora queste realtà !
Eccomi che il sabato mattina mi metto in auto di buon ora, raggiungo tutti gli altri e via , verso la “ Pasta di Aldo”.
Chi è Aldo? Non ci crederete, ma Aldo non esiste, o meglio , Aldo non è altro che l’unione delle iniziali dei cognomi dei fondatori, Alzapiedi – Donnari! L’idea piena di romanticismo è il frutto di un amore viscerale nei confronti della pasta, si perché Luigi Donnari , ha da sempre amato mettere le mani in pasta, sin da quando da piccolino vedeva la nonna “schioccare” la sfoglia sul tavolo di marmo, e se non emetteva il giusto suono, la nonna incolpava il piccolo per la non perfetta riuscita della sfoglia. Eppure Luigi, amava stare al fianco di sua nonna e pasticciava come meglio poteva realizzando la sua pasta. La vita, come troppo spesso accade, ci porta però da tutt’ altra parte, così come per Luigi , educato al lavoro da suo papà contadino, finisce per lavorare in amministrazione per importanti aziende locali. Solo a 40 anni, capisce che il lavoro lo sta portando troppo lontano dalla sua famiglia, dalla moglie Maria e dai suoi due figli. Prende così la decisione che gli cambia per sempre la vita : dedicarsi ad un piccolo laboratorio di pasta all’uovo insieme a sua moglie, in modo da fare qualcosa insieme , qualcosa che ama tantissimo con la passione di volerlo fare al meglio, come sua nonna gli aveva insegnato, senza pensare assolutamente a dove questa passione lo avrebbe portato lontano. Si perché “qualcuno” si accorge che quel piccolo laboratorio di pasta artigianale, dal quale vengono prodotte delle tagliatelle buone come un tempo, ha qualcosa in più, ha la perfezione della pasta “fatta in casa”.
Heston Blumenthal , cuoco, personaggio televisivo e scrittore britannico, si accorge di lui. Grazie ad una trasmissione che sarebbe andata in onda successivamente sulla BBC, manda in giro per l’ Italia tanti suoi “rappresentanti” a scovare la pasta migliore. Ed ecco che la “pasta di Aldo” arriva a Blumenthal, e lo stesso non ci pensa due volte a partire con le sue telecamere e tutto il suo staff e arriva fino a Monte San Giusto ( Mc) per conoscere personalmente Luigi e la sua pasta. Da lì al successo oltreoceano il passo è davvero piccolo, attualmente Luigi e sua moglie, gli unici a preparare l’impasto, hanno un’ azienda con “solo” altri 6 operai che lavorano per lui, con macchinari che lui stesso ha progettato con l’aiuto di un ingegnere per poter continuare a realizzare la pasta così come la preparava sua nonna, senza conoscere assolutamente i metodi produttivi della concorrenza. E forse, anzi , sicuramente questo è uno dei segreti del suo successo : a lui non interessa fare “numero” , ma quello che per lui ha davvero importanza è la qualità! E se la pasta ha anche un solo minimo difetto non viene assolutamente venduta, ma donata ad associazioni di beneficenza. Io sono sincera nel dirvi che ho avuto la grande fortuna di conoscere Luigi , un uomo minuto , dagli occhi piccoli che brillano di luce, quella luce che solo le persone che fanno della loro passione il proprio lavoro , possono avere . Sarei rimasta con lui per ore, è un uomo che quando parla ha il potere di incantarti, tanta è la sua cultura , intelligenza e amore per la vita. Andate a trovarlo, questo il consiglio che posso darvi, assaggiate la sua pasta, parlate con lui se ha del tempo da dedicarvi e tornerete a casa con il cuore carico di gioia.
Il nostro tour prosegue all’ azienda agrituristica “Agra Mater” ( madre terra in latino ), un posticino ad dir poco incantevole. Due giovani ragazze con la passione per la buona cucina, hanno rimesso a nuovo un antico casolare di campagna, facendone un ottimo ristorante accogliente e arredato con cura, con delle bellissime camere per il pernotto. Si dedicano all’agricoltura biologica preparando dei piatti meravigliosi con i frutti della loro terra.
Tutti i piatti che abbiamo avuto il piacere di degustare, e devo dire uno più buono dell’altro, sono stati accompagnati da ottime birre artigianali il cui slogan fa ” Lascia perdere le solite bionde, fatti una Pippa” ! Si, avete capito bene : Pippa è il nome della birra che Marco Simoni ha avuto l’dea di realizzare. Solita trovata commerciale? Non credo, anche se il nome e lo slogan fanno sorridere e non poco, ha di certo trovato il modo giusto per “distinguersi” dalla massa, proprio come la sua birra : una birra ad alta fermentazione di ispirazione anglosassone, prodotta con una base di malto pale, vienna e monaco, crystal e fiocchi di orzo. Le materie prime vengono selezionate delle zone di produzione di origine e la birra viene brassata in Italia.
La bionda Pippa non è l’unica birra prodotta da Marco Simoni, ma degne di nota anche la “Royal Rocket”, che ho apprezzato particolarmente, aromatizzata al miele Millefiori dei Monti della Laga, un corpo pieno e strutturato e con una gradazione alcolica abbastanza contenuta e la ” I am not Pippa” prodotta con lo stesso farro dell’azienda Agra Mater.
Di aziende che producono marmellate biologiche se ne trovano a iosa, ma il segreto dell’azienda agricola SIGI sta nel aver avuto l’dea di coltivare e lavorare frutti antichi : rispettando le stesse tecniche di lavorazione, metodi, ingredienti , andando poi alla ricerca negli anni di antiche ricette , frutti scomparsi e di quanto facesse parte della tradizione storica della cultura marchigiana, Si.Gi s’impegna nel rispetto e nella comunicazione di questi valori attraverso la sua ricercata produzione. Ecco che nascono allora le marmellate di More di Rovo, di Giuggiole, di Morici, Uva Spina, Visciole e molte altre. E oltre alle marmellate l’azienda si dedica anche alla produzione di vini liquorosi.
La giornata giunge al termine, cenando nella più antica trattoria di Macerata “ Trattoria da Ezio“, che dal 1953 porta avanti la tipica cucina marchigiana : una piccola trattoria, a gestione familiare, con i suoi titolari alquanto simpatici e singolari. Qui potrete gustare i famosi “Vincisgrassi”, le tagliatelle con sugo di papera, e altri piatti tipici . Se passate per Macerata e non cenate alla “trattoria da Ezio” è come averla visitata a metà!
Ringrazio AIFB – Associazione Italiana Food Blogger per aver permesso la realizzazione e la partecipazione a questa bellissima giornata alla scoperta del maceratese.











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